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L'Impugnatura del Bastone

Se dovessi identificare un singolo elemento tecnico che influenza più di ogni altro la direzione e la qualità del volo della pallina, la risposta degli insegnanti più esperti sarebbe quasi sempre la stessa: l'impugnatura. Non il backswing, non la postura, non il posizionamento dei piedi. L'impugnatura — il modo in cui le mani si uniscono al bastone — è il punto in cui le intenzioni del golfista vengono trasmesse alla testa del bastone, e qualsiasi errore in quel punto si traduce, nell'impatto, in una faccia aperta o chiusa che manda la pallina nella direzione sbagliata.

Eppure l'impugnatura è probabilmente l'aspetto tecnico più trascurato dai golfisti amatori. Si impara in fretta, si stabilizza rapidamente in una forma non necessariamente corretta, e poi si porta avanti per anni senza mai riesaminare. Un'impugnatura forte o debole è spesso la causa di difetti di swing cronici — lo slice, il hook, l'incapacità di quadrare la faccia all'impatto — che il giocatore cerca di correggere con aggiustamenti tecnici che non possono funzionare finché la radice del problema rimane intatta.

Le tre varianti principali

Esistono tre modi fondamentali di unire le mani sul bastone: il Vardon grip (o overlap), l'interlocking grip e il ten-finger grip, spesso chiamato anche baseball grip. Ognuno ha caratteristiche specifiche e si adatta meglio a certe morfologie della mano.

Il Vardon grip — chiamato così in onore di Harry Vardon, il golfista britannico che lo rese popolare agli inizi del Novecento vincendo sei Open Championship — prevede che il mignolo della mano destra (per un destrimano) si sovrapponga o riposi nell'incavo tra il dito indice e il medio della mano sinistra. È l'impugnatura più diffusa tra i professionisti e tra i golfisti adulti con mani di dimensioni medie o grandi. Produce un'ottima unità tra le due mani e permette alla polso destra di sentire il bastone in modo naturale senza dominare l'impugnatura.

L'interlocking grip si differenzia per il fatto che il mignolo destro e il dito indice sinistro si intrecciano letteralmente. Tiger Woods e Jack Nicklaus — forse i due più grandi golfisti di tutti i tempi — usano questa presa. È particolarmente indicata per chi ha mani piccole o dita corte, perché crea un legame molto stretto tra le due mani. Lo svantaggio, per alcune morfologie, è che l'intreccio può generare tensione eccessiva nelle ultime dita della mano sinistra.

Il ten-finger grip — tutte e dieci le dita sul bastone senza sovrapposizione — è spesso considerato adatto solo ai principianti o ai bambini, ma in realtà è perfettamente valido per chiunque abbia mani piccole o problemi di artrite alle giunzioni delle dita. Alcune giocatrici sul LPGA Tour lo usano con ottimi risultati.

Forte, neutro o debole: la rotazione delle mani

Indipendentemente dal tipo di presa, la variabile più importante è la posizione delle mani in senso rotazionale — quella che si chiama la forza dell'impugnatura. Un'impugnatura "forte" non significa una presa più stretta: significa che entrambe le mani sono ruotate verso destra (per i destrimani) rispetto alla linea del bastone. In pratica, guardando la mano sinistra in posizione di setup, si vedono tre o quattro nocche visibili. Un'impugnatura forte tende a chiudere la faccia del bastone nell'impatto, favorendo un draw o un hook.

Un'impugnatura "debole" è il contrario: le mani sono ruotate verso sinistra, si vedono una o zero nocche della mano sinistra, e la tendenza è a tenere la faccia aperta, favorendo uno slice o un fade.

Un'impugnatura "neutrale" mostra due o due e mezza nocche. È il punto di partenza raccomandato dalla maggior parte degli insegnanti, da cui si può aggiustare in base alla curva di volo naturale del giocatore.

La maggior parte dei golfisti amatori che tirano in slice ha un'impugnatura troppo debole. Rafforzarla — ruotando entrambe le mani di un quarto di giro verso destra — è spesso il primo cambiamento che un insegnante raccomanda, e produce risultati visibili in pochissimo tempo senza dover cambiare nulla nel resto del movimento.

La pressione della presa: quanto forte?

La pressione è l'altra variabile critica. Il detto più citato nel golf — attribuito sia a Sam Snead che a vari insegnanti nel corso dei decenni — è di tenere il bastone "come si terrebbe un uccellino: abbastanza forte da non farlo volare via, abbastanza delicato da non soffocarlo." È una metafora efficace.

La tensione eccessiva nelle mani e negli avambracci è uno degli errori più comuni dei golfisti amatori, e ha conseguenze dirette sulle prestazioni: riduce la velocità della testa del bastone perché i muscoli rigidi non si muovono con la stessa fluidità di quelli rilassati, diminuisce la sensazione di contatto nell'impatto e aumenta il rischio di infortuni ai gomiti e ai polsi. Una scala utile è quella da uno a dieci: la maggior parte degli insegnanti raccomanda una pressione di quattro su dieci durante lo swing.

Detto questo, ci sono momenti in cui la pressione cambia intenzionalmente. Nei colpi di recupero dal rough alto, una presa più ferma nella mano sinistra aiuta a resistere alla rotazione che l'erba densa imprime alla faccia del bastone nell'impatto. Nei colpi di pitch e chip, una presa più morbida favorisce la sensazione di distanza. Nel putting, molti golfisti usano una pressione quasi nulla per massimizzare la sensibilità nelle ultime fasi del movimento.

La grip del putter: un mondo separato

Il putter ha sviluppato una tradizione di impugnature quasi del tutto autonoma rispetto al gioco lungo. Le più comuni sono il reverse overlap — dove il dito indice della mano sinistra si sovrappone alle dita della mano destra — e il cross-handed o left-hand-low, dove la mano sinistra è sotto la mano destra, un'inversione che stabilizza la spalla sinistra e riduce la tendenza a chiudere la faccia nel putt. Jordan Spieth ha usato il cross-handed per gran parte della sua carriera da grande puttatore.

L'armlock grip — dove il putter è premuto lungo l'avambraccio con un angolo che crea un sistema rigido tra braccio e bastone — è una delle soluzioni più interessanti per chi soffre di yips o instabilità nel putting. Adam Scott lo ha sperimentato dopo aver abbandonato il long putter con il ban della tecnica anchor nel 2016.

Come controllare la propria impugnatura

Il modo più semplice per verificare la correttezza dell'impugnatura è guardare la posizione delle mani al momento dell'impatto tramite video. Se la faccia del bastone è aperta nell'impatto, è quasi sempre un segnale che l'impugnatura è troppo debole, le mani non si sono squadrate, o entrambe le cose. Se il bastone si chiude eccessivamente a produrre un hook, l'impugnatura potrebbe essere troppo forte o la pressione eccessiva nella mano destra.

Una sessione con un insegnante certificato che osservi specificamente l'impugnatura può risolvere problemi che anni di pratica non hanno toccato. È spesso il punto di partenza più produttivo, perché correggere l'impugnatura prima di lavorare su qualsiasi altra parte del movimento evita di costruire uno swing su fondamenta sbagliate.

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