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Il Golf Links Spiegato: Cos'è e Perché Gioca Diversamente

La parola "links" viene usata in modo disinvolto nel golf moderno — si trovano resort che si descrivono come "links-style" pur essendo nel mezzo di un continente. Ma un links autentico è qualcosa di molto preciso, radicato in una geografia specifica e in una storia che risale alle origini scozzesi di questo sport. Per capire il golf links bisogna prima capire il paesaggio che lo ha generato.

Cos'è un links: geografia prima di tutto

Il termine "links" deriva dall'antico inglese "hlinc", che indicava terreno ondulato tra il mare e la terra coltivabile. Geograficamente, un links si trova sulla fascia costiera sabbiosa — spesso chiamata "sandspit" — che il ritiro del mare ha lasciato esposta nel corso dei millenni. Questo terreno è fatto di strati di sabbia coperta da un sottile manto di erba, con un drenaggio eccezionale che permette di giocare praticamente in qualsiasi condizione di pioggia. Sotto la superficie sabbiosa non c'è argilla né roccia impermeabile, il che significa che l'acqua penetra immediatamente.

Il terreno links è tipicamente ondulato in modo naturale, con avvallamenti, creste e mounds irregolari che il costruttore del percorso ha il dovere di rispettare piuttosto che appiattire. I fairway non sono piatti: la pallina può atterrare in una depressione, rimbalzare su un dosso, deviare lateralmente. Il rough è spesso dominato da erba marram — la tipica erba costiera alta e tagliente — e da boscaglie di ginepro o erica.

Il vento: il diciottesimo avversario

Sui links, il vento non è un fattore meteorologico occasionale: è parte strutturale del design. Tom Watson, cinque volte campione del The Open Championship (l'unico major che si gioca su percorsi links), ha detto che "il vento è il difensore del links". I percorsi come Carnoustie, Royal Birkdale, Royal Troon e l'Old Course di St Andrews sono stati pensati come circolari o a ferro di cavallo proprio per esporre il giocatore al vento da direzioni diverse nel corso del giro.

Giocare sui links con vento forte richiede un repertorio di colpi completamente diverso da quello che funziona su un percorso parkland calmo. I golfisti links tradizionali preferiscono traiettorie basse e controllate — il famoso "punch shot" — che mantengono la pallina sotto il vento invece di combatterlo. La capacità di stimare la forza e la direzione del vento, e di scegliere tra un ferro lungo basso e un fairway wood per lo stesso colpo, è una competenza che si affina solo giocando spesso in queste condizioni.

Il gioco a terra: una dimensione dimenticata

Uno degli aspetti più distintivi del links è che il gioco si svolge parzialmente per terra. I fairway secchi e veloci dell'estate fanno rotolare la pallina lontano dopo il rimbalzo — su certi links scozzesi, la pallina può rotolare 30 o 40 yard oltre l'atterraggio con vento favorevole. Questo aggiunge la dimensione del "run" al calcolo di ogni colpo.

I green dei links sono tipicamente in rilievo, esposti al vento, veloci e spesso inclinati verso le aree di pericolo. Fermare una pallina su questi green richiede una precisione di traiettoria che i green d'erba soffice di un parkland non pretendono. Molti professional che non hanno esperienza di links faticano significativamente la prima volta che si trovano ad affrontare un chip da 30 yard su fairway duro che richiede di anticipare tre rimbalzi invece di fermarsi immediatamente.

I grandi links del mondo

La Scozia e l'Irlanda concentrano la maggior parte dei grandi links. St Andrews Old Course — il luogo dove il golf moderno è stato codificato nel XVIII secolo — con i suoi 7.305 yard, i fairway condivisi, i bunker profondi come il famoso Hell Bunker alla quattordicesima buca, e i double green, è l'esperienza links per definizione. Carnoustie, a circa 90 chilometri a nord-est di St Andrews, è considerato il più severo links del rota del The Open Championship: la diciassettesima buca, soprannominata "Island", con il Barry Burn che attraversa il fairway due volte, ha distrutto più campionati che qualsiasi altra singola buca nella storia dell'Open.

In Irlanda, Royal County Down a Newcastle (che guarda le Mourne Mountains verso il mare d'Irlanda) e Royal Portrush nell'Antrim Coast (sede dell'Open Championship nel 1951 e nuovamente nel 2019) sono percorsi links di assoluta eccellenza. Ballybunion nella contea di Kerry, con il suo sali-scendi drammatico e i green arroccati sulle dune, è considerato da Greg Norman "il più grande campo da golf del mondo".

Fuori da Irlanda e Scozia, il links autentico è raro. Barnbougle Dunes in Tasmania, aperto nel 2004 su una costa deserta, è diventato rapidamente uno dei percorsi più apprezzati dell'emisfero sud. Cape Kidnappers in Nuova Zelanda, progettato da Tom Doak su promontori affacciati sull'oceano, ha la morfologia drammatica del links senza tecnicamente essere sulla tipica fascia costiera sabbiosa.

Come prepararsi per un links

Un golfista abituato ai percorsi parkland italiani o europei continentali che si trova per la prima volta su un links può sentirsi spiazzato. Alcune raccomandazioni pratiche: abbassa la pallina sul tee più del solito con tutti i legni per ridurre la traiettoria; porta un club in più per ogni distanza (il vento contro può togliere due o tre club di gittata); rinuncia all'idea di fermare la pallina sul green con la forza del backspin e impara a usare la pendenza; e considera seriamente l'uso di un caddie locale, soprattutto per la prima visita a un links nuovo.

Apri la mappa per esplorare i percorsi links lungo le coste di Scozia, Irlanda, Inghilterra e oltre.

Il golf links è il golf nella sua forma più pura e meno controllata. Non ci sono alberi a definire i confini del fairway, non ci sono piscine d'acqua artificiale a fare da segnalatore visivo, non c'è il tepore di un percorso protetto: c'è solo la terra, il vento e la tua capacità di adattarti a entrambi.